Il cartone ondulato: una rivoluzione innescata da una banale (ma geniale) intuizione

Packaging sostenibile

davide-teodoro

Autore: Davide Teodoro

15 Settembre 2020

Riciclo ed economia circolare: due obbiettivi raggiunti dall’utilizzo del cartone ondulato nel packaging? Con l’aiuto di importanti ricerche di mercato condite da qualche interessante nota storica, proviamo a dare una risposta.

Nell’infografica sottostante di FEFCO (Federazione Europea produttori Cartone Ondulato) i numeri di settore.

Cartone ondulato ed economia circolare
imballaggi in cartone ondulato
Fefco: infografica sui dati di settore relativi al cartone ondulato

La storia racconta spesso di intuizioni apparente banali che però determinano un profondo miglioramento di una disciplina o un settore industriale. È quello che è successo con il cartone ondulato nell’industria cartaria: il cartone ondulato è un materiale dalla struttura semplice ma dalle notevolissime caratteristiche tecniche, tecnologiche e ambientali, tanto che ancora oggi il suo utilizzo rappresenta una fetta importante nel packaging.

Un successo è dovuto alla sua stessa natura: il cartone ondulato continua a essere uno dei materiali da imballaggio più duttili, flessibili, performanti e con il più basso impatto ambientale rispetto ad altre materie prime, soprattutto quando si analizza l’intero ciclo di vita. Riciclabile e biodegradabile al 100%, il suo riutilizzo permette non solo un notevole risparmio economico ma garantisce anche il rispetto dell’ambiente riducendo notevolmente il volume dei rifiuti che giungono in discarica.

L’impiego del cartone ondulato inizia dalla seconda metà del XIX secolo come imballaggio per prodotti fragili. Grazie alla ricerca scientifica e alle nuove scoperte in ambito tecnologico, è ancora oggi in continua evoluzione: negli anni la capacità di riciclo e riutilizzo delle fibre di cellulosa è andata via via crescendo e oggi la singola fibra può essere riutilizzata dalle cinque alle sette volte. Delle 3.7 milioni di tonnellate di cartone ondulato prodotte ogni anno, la gran parte è composta da fibre riciclate: la carta da macero fornisce attualmente l’88% della materia prima necessaria alla produzione di nuovi imballaggi. In Italia circa l’80% della fibra impiegata per la produzione del cartone ondulato deriva da materiale di riciclo e solo il 20% della fibra impiegata è fibra vergine proveniente da foreste: queste sono gestite dall’industria cartaria stessa secondo criteri di sostenibilità ambientale.

Particolare di una foresta di faggi - Parco Naturale dei Monti Aurunci
Gifco: il cartone ondulato e la riforestazione
Come ci spiega Piero Capodieci in “Packaging. Neomateriali nell’economia circolare” (Edizioni Ambiente),

Sfatiamo subito una diffusa ma erronea convinzione: che la distruzione delle foreste sia correlata alla produzione cartaria. Al contrario, la produzione cartaria da fibre vergini, sostenuta dal forest management, determina un incremento della superficie boschiva.

 

La distruzione della foresta tropicale non è di certo imputabile all’industria cartaria: oltretutto è noto che la qualità della fibra che si ottiene dal legno tropicale è poco adatta alla produzione di carta e cartone. Al contrario, le foreste della cintura boreale – valutabili in 100 miliardi di metri cubi – si stanno espandendo al ritmo di 1,3 miliardi di m³/anno, mentre ne vengono utilizzati per uso industriale circa 600 milioni di m³, con un tasso di crescita che supera di gran lunga quello di abbattimento (meno cioè del 50% della crescita). Oggi l’aumento annuo delle foreste in Europa equivale a 6.450 Km², pari all’estensione di 4.363 campi di calcio al giorno (Fonte CEPI, FAO).

 

Dal 1990 la deforestazione, dovuta principalmente al recupero di terreno per pascoli, agricoltura e altre attività umane, anche se purtroppo continua, ha ridotto progressivamente il suo andamento e oggi sono sempre di più gli stati dove la superficie a foreste e altre piantagioni aumenta.

Nel 2015 le foreste coprivano il 30% del territorio mondiale (FAO, Global Forest Resources Assestment 2015). In particolare in Europa, secondo lo State of Europe’s forest 2015 report, negli ultimi 25 anni è aumentata sia la superficie sia la quantità di stock di legno fornita; la prima è cresciuta dello 0,4% annuo passando da 1.977.730 a 2.152.670 km², la seconda dell’1,4% annuo grazie alla resa per ettaro, aumentata da 126 m³/Ha a 163 m³/Ha. Oggi in Europa la superficie a foreste copre circa il 33% del territorio, cui si deve aggiungere un altro 5,5% di terreno ad alberi. I paesi scandinavi fanno la parte del leone, con 2/3 del loro territorio coperto da foreste (circa 30% del totale). Ma dal 1990 al 2015 tutti i paesi europei, a eccezione del Portogallo, hanno aumentato, anche di molto, la superficie ad alberi. In particolare l’Italia è passata da 75.900 a 92.970 Km² e la Spagna da 138.090 a 184.180 Km² superando la Francia, che aveva l’area a foreste maggiore dell’Europa Continentale, cresciuta da 144.360 a 169.890 Km². Insomma, contrariamente a quello che normalmente si pensa, più carta significa più alberi.

Stiamo quindi parlando di uno dei materiali che con più successo realizzano quel modello di economia circolare citato in apertura, e il cui utilizzo porta vantaggi ben illustrati nel video che segue (credit: GIFCO).

WWF: infografica numeri foreste

Negli ultimi sei anni il comparto italiano del cartone ondulato ha registrato una crescita produttiva costante, sia in termini di superficie che di peso. Questo trend positivo è la conferma che il cartone ondulato è un veicolo fondamentale per l’industria italiana, packaging green per eccellenza, ideale per la spedizione dei beni acquistati online, con un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’export e nella competitività del prodotto made in Italy.

Amelio Cecchini, presidente GIFCO.

Gifco: com'è fatto il cartone ondulato
Cartone ondulato

La struttura

Come illustra GIFCO (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato), nella versione più semplice il cartone ondulato è costituito da due superfici di carta (copertine) che racchiudono una o più carte ondulate (onde): queste ultime possono avere svariate forme a seconda dell’impiego dell’imballaggio. I vari elementi vengono tra loro accoppiati mediante un collante di origine vegetale.

Ne esistono due tipologie:

  1. Cartone ad una sola onda, detto anche cartone semplice, costituito da due copertine piane ed un’onda interna
  2. Cartone a doppia onda, comunemente (anche se impropriamente) detto “triplo” e costituito da tre copertine piane e due superfici ondulate.

La funzione delle onde risulta allora fondamentale nel conferire alla struttura resistenza, robustezza e protezione dagli urti. Un imballaggio in cartone ondulato risulta in questo modo un contenitore robusto, flessibile e ideale per raggruppare, trasportare e proteggere: un materiale durevole e adatto a essere tagliato e piegato nelle più svariate forme e dimensioni. Gli spazi creati all’interno del cartone ondulato permettono all’aria di circolare, creando una sorta di protezione naturale contro le variazioni di temperatura.

Standard qualitativi e ricerca

Il packaging nasce con l’unica finalità di proteggere i prodotti e garantirne l’integrità nel trasporto. Il progresso e la conseguente nascita di nuove modalità di consumo ne cambiano anche il ruolo, con nuovi modelli e bisogni diversi da soddisfare. L’imballaggio oggi deve quindi favorire movimentazione e stoccaggio delle merci ma anche essere sostenibile e prodotto con materiali certificati, riciclabili in un’ottica di economia circolare. Non solo: esteticamente, deve essere efficace veicolo di comunicazione ed elemento di esposizione nel punto vendita. Tutte queste prerogative hanno guidato il cambiamento del cartone ondulato che dal 2004 viene regolato dal consorzio Bestack: tale consorzio ha come obbiettivi

  • ricerca e sviluppo di servizi innovativi in termini di funzione d’uso;
  • collaborazione con i maggiori istituti di ricerca italiani;
  • costituzione di standard e certificazioni;
  • promuovere l’impiego del cartone ondulato;
  • orientare il settore verso l’innovazione e l’ottenimento di elevati standard qualitativi.

Oggi il consorzio, che a livello europeo collabora con FEFCO e le altre organizzazioni locali nazionali, rappresenta il 90% della produzione italiana di imballaggi in cartone ondulato. (Nel video che segue, lo speciale di “Unomattina” sul riciclo della carta e i risultati raggiunti a livello nazionale registrati da Comieco)

Cartone ondulato

Cartone ondulato e industria alimentare: il concetto di packaging attivo

Innovazione e ricerca hanno permesso a Bestack, in collaborazione con l’Università di Bologna (prof.ssa Rosalba Lanciotti, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari) di sviluppare il brevetto “imballaggio attivo”: cassette per l’ortofrutta in cartone ondulato arricchite con componenti di oli essenziali e antimicrobici naturali, capaci di prolungare in modo significativo vita utile del prodotto o durata dei prodotti alimentari (shelf life).

Frutta e verdura hanno un naturale tempo di maturazione: estendendone la shelf life e inibendo la proliferazione dei microorganismi patogeni e degradativi, è possibile confezionare il prodotto alimentare quando questo è prossimo alla maturazione fisiologica, garantendo dunque caratteristiche organolettiche migliori. A titolo esemplificativo (risultati ottenuti dal team di ricerca capitanato dal dottor Lorenzo Siroli), l’adozione a livello nazionale di questo tipo di imballaggi consentirebbe di evitare lo spreco annuale di 8300 tonnellate di fragole (29.1 milioni di euro), 12.000 tonnellate di albicocche (27.9 milioni), 84.000 tonnellate di pesche e nettarine (134 milioni).

Carta certificata da produzione sostenibile

Ma la sostenibilità del cartone ondulato non si ferma all’innovazione del prodotto finale, seppur di fondamentale importanza. Da dove vengono le fibre vergini e quelle riciclate? Qual è la loro origine e come viene certificata? Come ci spiega Rudi Bressa (“Packaging Sostenibile”, Edizioni Ambiente),

Negli anni il consorzio ha lavorato insieme a WWF Italia per avviare un processo di sensibilizzazione rivolto ai propri soci, affinché il 100% della materia prima da essi utilizzata avesse una certificazione forestale a garanzia di politiche di forest management sostenibili. La collaborazione ha portato ad analizzare l’intera filiera di approvvigionamento della materia prima per verificare il trend e il grado di impiego delle carte certificate da parte delle aziende facenti parte del consorzio. Le certificazioni di gestione forestale (FSC e PEFC), infatti, garantiscono che la produzione di legno da cellulosa per l’impiego nell’industria cartaria e nella produzione dell’imballaggio sia realizzata da foreste gestite in maniera sostenibile. Nel 2016 le carte vergini con certificazione forestale utilizzate sono state il 90% del totale di queste, l’86% era certificato FSC.

FEFCO-cartone-ondulato-frutta-verdura

Non solo packaging: il cartone ondulato negli espositori per il punto vendita

Il cartone ondulato è un materiale che, fin dalla fondazione, Grafica Romano impiega e promuove per le proprie realizzazioni: siano esse espositori da banco, espositori da terra, totem o cartelli vetrina. Robustezza e integrità sono le caratteristiche che per prime vengono considerate al momento di progettare espositori per il punto vendita: non meno importanti, durevolezza e sostenibilità diventano decisive nel raggiungere quegli obbiettivi di rispetto dell’ambiente che noi e i nostri clienti sentiamo sempre più come prioritari. Lavorare per l’evoluzione del nostro settore senza rinunciare a nulla, dal punto di vista funzionale e da quello puramente estetico: tutto questo è reso possibile dal “banale”, ma geniale, cartone ondulato.

Per saperne di più circa soluzioni espositive in cartone ondulato e materiali sostenibili, scrivici ([email protected]) e iscriviti alla nostra newsletter.

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