Il futuro dell’industria cosmetica tra crescita (2019), riconversione (2020) e green

Industria cosmetica

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Autore: Davide Teodoro

22 Luglio 2020

Il 2020 verrà ricordato come un momento di svolta: culturale, con la presa di coscienza verso uno stile di vita sostenibile e l’attenzione a favorire prodotti a basso impatto ambientale, e nell’industria con la spinta su ricerca, innovazione e riconversione delle linee produttive. Dopo aver parlato di packaging sostenibile (qui un resoconto con dati di due importanti ricerche) spostiamo il focus sui prodotti che aziende che si occupano di espositori POP come Grafica Romano hanno particolarmente a cuore: quelli dell’industria cosmetica e in particolare della cosmetica green. Ma prima è bene recuperare qualche dato relativo al 2019: dove eravamo rimasti?

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La cosmetica è un settore che fa bene al Paese: per i numeri, ma anche per la qualità e il know how che lo caratterizzano. Nel panorama manifatturiero l’industria cosmetica esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, al terzo posto dopo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale.

Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia (21 febbraio 2020).

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Filiera da 33 miliardi

Le stime di chiusura 2019 segnalavano un fatturato di 11,9 miliardi di euro (in aumento del 2,3%) trainato dalle esportazioni che mostravano buona tenuta raggiungendo i 5 miliardi di euro (incremento del 2,9%) portando la bilancia commerciale a sfiorare i 2,9 miliardi (+5,5%): un record assoluto per tale comparto.

Settore chiave non solo del made in Italy («la nostra industria produce 11 miliardi di euro di fatturato, con la filiera di sale a 33 miliardi», ricorda il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti) ma anche del “sistema bio”, il mercato della cosmetica green, erboristica e di derivazione naturale ha superato lo scorso anno il valore di 1,1 miliardi di euro.

Mercato interno in crescita

L’indagine congiunturale di Febbraio 2020 di Cosmetica Italia delinea un mercato interno in evoluzione, sia come numeri che come tipologie di consumatori.

Rispetto agli anni precedenti, il mercato cosmetico italiano presenta acquisti costanti in termini di volume e diversificati nelle sempre più varie tipologie di retail (link). A fine 2019 il valore dei cosmetici comprati in Italia supera i 10.350 milioni di euro, in crescita di due punti percentuali, grazie alla tenuta nei saloni professionali di estetica e acconciatura, agli aumenti importanti nelle profumerie e farmacie, e nella grande distribuzione organizzata; ma anche alle dinamiche in espansione del commercio elettronico. L’evoluzione della domanda di prodotti a connotazione naturale e l’attenzione ai nuovi canali di nicchia agevola lo sviluppo dei nuovi consumi; espressione di una tipologia di consumatori sempre più eterogenea. Sul versante delle industrie prosegue la costante attenzione agli investimenti sia nell’innovazione che nei processi di internazionalizzazione, adeguandosi sempre più alle nuove realtà della digital economy.

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Positivi i canali farmacia e profumeria

Andamento positivo per profumeria (+2% a oltre 2 miliardi di euro) e farmacia (+1,8% attorno agli 1,9 miliardi), rispettivamente secondo e terzo canale per la vendita di cosmetici in Italia; il mass market, che invece rappresenta oltre il 40% della distribuzione con quasi 4,2 miliardi, indica una chiusura 2019 a +0,6%.

Un fermo immagine di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria, a febbraio 2020, prima che l’emergenza Covid-19 si abbattesse sull’Italia e sul resto del mondo.

2020: calo del fatturato, ricerca e innovazione

Come testimonia il Sole 24h, il settore non si è comunque fermato durante la pandemia: in molti casi le aziende hanno riconvertito parte della produzione per fabbricare gel e detergenti igienizzanti. C’è l’ovvia preoccupazione per l’impatto economico della pandemia, con effetti quali ritardi nei pagamenti e annullamenti di ordini, con previsioni di calo dei ricavi fra il 30 e il 40% ma anche con qualche eccezione in positivo.

«Le disposizioni governative hanno permesso alle aziende del nostro settore di continuare a produrre anche durante le settimane di lockdown – prosegue Renato Ancorotti -. Questo, tuttavia, non ha risparmiato anche il nostro settore dal dover affrontare numerose difficoltà: dall’approvvigionamento di alcune materie prime come l’alcol alle difficoltà nella logistica, oltre agli evidenti problemi di programmazione degli ordini, liquidità e rapporti con l’estero». Criticità che devono affrontare adesso le aziende. «Non va dimenticato che, guardando all’intera filiera, numerosi punti vendita hanno chiuso durante l’emergenza, volontariamente e non, portando quindi a una fortissima riduzione dei passaggi dei consumatori e di conseguenza degli acquisti» continua Ancorotti.

Effetto mascherina e consumi

L’ecommerce conferma la crescita a doppia cifra, ulteriormente rinforzata dal lockdown, e ci regala una curiosità. Relativamente a tale canale Beauty Trend Watch 2020 osserva che, dopo una prima settimana di crollo generale dei termini di ricerca legati al make-up, il trucco occhi conquista l’interesse degli italiani: circa il doppio rispetto alla cura capelli e poco più del triplo se confrontato con le ricerche legate al trucco delle labbra. Attraverso una geolocalizzazione delle ricerche effettuate su Google vediamo come Nord Est e Centro registrino una concentrazione maggiore dei termini legati al trucco occhi, mentre il Nord Ovest un orientamento più ampio a favore dei prodotti per le labbra.

Cosmetica: naturale o tradizionale, ma più sicura?

Come anticipato i prodotti green sembrano crescere in modo inarrestabile, con un 2019 molto convincente. Uno studio effettuato dagli analisti di Mintel però, parlando di cosa vogliono le donne quando scelgono i cosmetici e di trattamenti di bellezza, dagli antirughe alle maschere al maquillage, ci porta qualche dubbio riguardo l’esplosione annunciata di questo mercato.

“Il Covid-19 sta impattando con le scelte dei consumatori – spiega Clare Hennigan, senior beauty analist Mintel. – Sin dall’inizio dell’emergenza, alla richiesta di prodotti clean, cioè privi di ingredienti ritenuti tossici per la salute si è affiancato il bisogno di scegliere prodotti sicuri, trasparenti anche nelle pratiche di approvvigionamento e di fabbricazione. Adesso circa il 50% delle donne concordano sul fatto che sia divenuto importante l’aspetto della sicurezza. Prima di Covid-19, i consumatori ‘clean’ evitavano ingredienti come conservanti e ingredienti artificiali nei loro prodotti di bellezza a causa dei rischi per la salute percepiti. Ora sono disposti ad accettarli purché i marchi forniscano prove di efficacia e sicurezza, sia dal punto di vista della salute che dell’ambiente”.

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Cosmetica green: le nuove generazioni sanno cosa vogliono. Ma durerà?

Il contesto pre-Covid è quello di un mercato trainato dalle esigenze delle nuove generazioni (Millennial e Gen Z), principali interlocutori del settore beauty. Consumatori con una disponibilità di spesa superiore a quella delle generazioni precedenti, digitalizzati ed estremamente attenti alla sostenibilità: un approccio naturale e rispettoso dell’ambiente diventa quindi un’esigenza e non una semplice moda. Packaging eco-friendly, basso uso della plastica, prodotti ecosostenibili con attenzione all’origine e al ciclo produttivo “etico”: finita l’emergenza, tale domanda crescerà in modo ancor più prorompente? Come sopra esposto, le previsioni in un senso e nell’altro si sprecano. In ogni caso in Grafica Romano abbiamo sceltoper i nostri espositori in cartotecnica, così come per astucci, cofanetti, libri e nei progetti di packaging in generale di offrire e incentivare l’utilizzo di materiali riciclati e a basso impatto ambientale, con soluzioni di avanguardia. Per saperne di più circa soluzioni espositive in cartotecnica sostenibile, scrivici ([email protected]) e iscriviti alla nostra newsletter.

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